Via Giacomo Pietrogrande, 16, 35042 Este PD
Nella parte nord-occidentale di Este, poco distante dalla Chiesa della Salute, si trova una suggestiva area archeologica recintata, che conserva resti di edifici e di una strada di epoca romana. Questo sito archeologico si sviluppa tra Via Rubin de Cervin (chiusa a ovest dall’imponente arco dell’ormai scomparsa Villa Bragadin), le sue laterali Via Albrizzi e Via Pietrogrande, e la parallela Via Tiro a Segno. I resti romani vennero portati alla luce grazie a scavi sistematici condotti tra il 1967 e il 1974. Situata in un quartiere residenziale in espansione, l’area venne preservata da nuove costruzioni, mantenuta in gran parte a prato, recintata con una rete metallica e dotata di un accesso attraverso un cancelletto su Via Tiro a Segno. Questa zona si trovava probabilmente nelle vicinanze del Foro di Ateste (nome antico di Este), che le ricerche più recenti hanno localizzato tra la Chiesa della Salute, l’area archeologica di Via Olmo e l’inizio di Via Rubin de Cervin. Il quartiere era organizzato in isolati, delimitati da un reticolo di strade ortogonali tra loro e alle due arterie principali che si incrociavano all’altezza nel Foro. Nell’area archeologica, visibile da Via Albrizzi, è ancora conservato un tratto di una delle strade secondarie nord-est/sud-ovest con la sua pavimentazione in pietra. Su questa strada si affacciavano tre abitazioni (domus) le cui fondazioni sono tuttora visibili. Due di esse, separate dalla stradina lastricata, si possono osservare dal tratto non edificato di Via Albrizzi, mentre la terza è visibile da Via Pietrogrande. L’area, però, non aveva solo una funzione residenziale. Lo dimostra il ritrovamento di oltre 300 anfore risalenti al primo secolo d.C., insieme a resti di condutture idriche utilizzate probabilmente per rifornire laboratori di vasai e di altri artigiani. Anche la struttura degli edifici suggerisce un’attività artigianale e commerciale: le stanze più piccole, adiacenti alla strada e con ingressi indipendenti, potevano essere tabernae (botteghe), mentre gli ambienti più ampi, in parte decorati con pavimenti a mosaico e disposti intorno a cortili interni, fungevano da abitazioni private. Su Via Pietrogrande è presente un pannello informativo che descrive l’area archeologica. Da questo lato, all’interno dell’area archeologica sono visibili due grandi frammenti di pavimenti a mosaico, ora esposti verticalmente su una struttura protettiva, provenienti da alcuni vani delle tre domus qui rinvenute. Nei pressi del cancello d’ingresso sono stati collocati numerosi elementi architettonici, condutture idriche e canalette rinvenuti nelle adiacenze dell’area forense posta a oriente di questo sito, che offrono una testimonianza tangibile della ricca storia dell’antica Ateste.